Arrivederci, Europa!

Tutti i team, anche quelli che non hanno legami italiani, ritengono che il Gran Premio d’Italia sia uno dei weekend più pazzi dell’anno, chiaramente nella sua accezione positiva. È stato molto impegnativo per noi e, soprattutto, per i nostri piloti: Pierre Gasly ha iniziato la settimana con un servizio fotografico a Milano, il mercoledì, per poi essere raggiunto da Daniil Kvyat per un evento serale con relative interviste, organizzato da Randstad, nostro Official HR Partner.

Recensione GP Monza 2019 della Scuderia Toro Rosso

Mentre in alcune piste il paddock della Formula 1 può sembrare vuoto e tranquillo, quello del famoso Autodromo di Monza è sempre pieno di gente e non c’è quasi spazio per muoversi. E anche la griglia di partenza è ricca di Vip e celebrità varie, tra cui il leggendario calciatore Didier Drogba che ha prestato il suo nome per la campagna FIA Road Safety.

Tuttavia, ciò che rende davvero speciale l’atmosfera di Monza sono i tifosi. Basta un’occhiata rapida alle tribune per vedere il fiume rosso di gente che chiarisce immediatamente che la Scuderia Ferrari è più una religione che una squadra qui in Italia, ma l’entusiasmo degli appassionati è veramente unico ed è apprezzato da tutte le squadre. Nemmeno la pioggia torrenziale di domenica mattina sarebbe riuscita a tenerli lontani dalla pista: non vedevamo una folla così numerosa dai tempi del dominio di Michael Schumacher con il Cavallino Rampante.

C’era comunque un velo di tristezza in questo fine settimana per la tragica morte di Anthoine Hubert nella gara di Formula 2, la settimana pima, a Spa-Francorchamps. La gente è ancora scossa e su questo circuito ad alta velocità, a ogni minima accenno di difficoltà nelle varie sessioni delle varie categorie è stata chiamata in causa la Safety Car. Inoltre, c’è stato un altro incidente che ci ha lasciati senza fiato durante la gara di F3 sabato, quando la macchina di Alex Peroni è decollata, piroettando nell’aria più volte, per poi atterrare su una pila di pneumatici. La sua vettura, lanciata ad alta velocità, aveva colpito quello che viene chiamato “salsicciotto” all’esterno della curva Parabolica. Il dissuasore è stato rimosso prima della terza sessione di prove libere della F1.

In gara, Pierre – che ha scontato una penalità in griglia per aver montato la Spec 4 della PU Honda – ha recuperato in fretta, passando dal 17° al 13° posto nell’arco di un paio di giri. Peccato sia stato spinto fuori pista da Stroll, dopo che il canadese era stato colpito a sua volta da Vettel. Per quanto riguarda Daniil, ha fatto ciò che ci si aspettava da lui: a testa bassa, ha recuperato fino al 9° posto nel primo quarto di gara. Poi è salito ancora in classifica, ma poco dopo il suo pit-stop al 29° giro, ha dovuto parcheggiare la vettura a bordo pista, con del fumo che fuoriusciva dal retrotreno. Nel momento in cui scriviamo, stiamo ancora studiando l’effettiva causa del problema. La Renault ha avuto una buona giornata e oggi ci precede nel campionato costruttori, che ci vede ora al sesto posto. Ma abbiamo intenzione di continuare a lottare, proprio a partire dal prossimo appuntamento di Singapore, tra due settimane.

Per noi è stato un weekend deludente, soprattutto perché avremmo voluto fare bene nel nostro weekend di casa, che è anche una delle principali opportunità per il nostro personale che lavora in factory a Faenza di vedere in prima persona il risultato concreto del loro lavoro. Circa 125 di loro ci hanno raggiunto a Monza nel fine settimana – la maggior parte il giorno della gara – e sono stati accompagnati, a piccoli gruppi, nel paddock dai nostri ragazzi del marketing, che hanno mostrato loro cosa succede in un garage di F1.

C’è stato un tempo in cui la domenica sera, dopo Monza, non solo si salutavano camion e motorhome per un altro anno, ma si aspettavano anche le ultime due gare dell’anno a Suzuka e Adelaide. Oggi, invece, abbiamo davanti altri sette Gran Premi, da qui al primo dicembre: un bel po’ di tempo per migliorare e ottenere altri punti.