Un tifone di programma

La nostra settimana in Giappone è stata particolarmente intensa. Per diversi motivi: alcuni sotto il nostro diretto controllo, altri in quelle di madre natura. Già lo scorso anno avevano sperimentato tutto l’entusiasmo generato dalla nostra partnership con la Honda e quest’anno non è stato diverso: Pierre e Daniil hanno ricevuto un’accoglienza davvero calorosa durante le varie visite alla factory e all’evento pubblico che si è tenuto nella sede centrale della Honda a Tokyo.

Recensione GP Giappone 2019 della Scuderia Toro Rosso

L’ultimo bagno di folla il mercoledì, durante la visita allo stabilimento della Honda a Suzuka. Da quel momento in poi, pensavamo di doverci contrare su un normale weekend di gara, ma il tifone Hagibis (che, ironia della sorte, il suo nome vuol dire “velocità”) aveva programma differenti. Ancor prima che pioggia e vento monopolizzassero la scena, la Toro Rosso si era conquistata le prime pagine dei giornali perché nel venerdì di prove libere, Naoki Yamamoto ha partecipato alla prima sessione insieme a Daniil Kvyat. Naoki ha fatto tutto quello che ci si poteva aspettare dal campione in carica della Super Formula giapponese e della Super GT: ha completato più giri di qualsiasi altro pilota nelle Libere 1 e ha anche segnato tempi sul giro competitivi, sfruttando la sua grande conoscenza del circuito di Suzuka. A giudicare dalla folla di giornalisti attorno a lui dopo la sessione, sembrava quasi fosse lui il vincitore del Gran Premio!

Recensione GP Giappone 2019 Naoki Yamamoto Scuderia Toro Rosso

 

Proprio venerdì, l’avvicinarsi del tifone ha convinto gli organizzatori ad annullare tutte le attività previste in pista per sabato. È stato incredibile osservare l’operosità di tutto lo staff del circuito e delle varie squadre per smontare e mettere al sicuro tutte le attrezzature, da quelle del pit-stop a quelle del muretto box, piazzando grandi sacchi di sabbia dietro le porte dei garage per evitare delle infiltrazioni d’acqua. Anche gran parte del Tv Compound è stato smantellato e messo in sicurezza. Sabato il tifone non ha colpito direttamente Suzuka, dove è arrivata solo tantissima pioggia spinta da un potentissimo vento, ma nella prefettura di Mie ci sono stati comunque gravi danni.

 

 

Con le Libere 3 cancellate e le qualifiche da svolgere la domenica mattina, il programma del venerdì è stato particolarmente intenso. Almeno, però, il team ha avuto qualche ora di relax il sabato. Pierre ha fatto un’ottima prova e si è qualificato nono. Daniil ha dovuto affrontare una giornata un po’ più complicata e, dopo aver faticato in qualifica, in gara ha lottato e ha tagliato il traguardo un paio di posizioni più avanti rispetto alla posizione di partenza. Tra le qualifiche e la gara, i nostri due piloti – insieme a Verstappen e Albon – durante la Drivers’ Parade si sono fermati in Curva 2 per salutare i 12 mila tifosi della tribuna Honda. Nel diciassettesimo Gran Premio della stagione, Pierre ha guidato egregiamente ed è riuscito a conquistare i punti dell’ottavo posto. Alla fine della gara c’è stata un po’ di confusione, con la bandiera a scacchi esposta quando erano stati completati solo 52 dei 53 giri previsti. Ed è stato proprio al 53° giro che Pierre e Sergio Perez hanno avuto quel contatto che, in seguito, gli Steward hanno deciso di non sanzionare. E sarebbe stato del tutto inusuale se fosse stata inflitta una penalità per un contatto in quello che, di fatto, era ormai il giro di rientro.

Adesso siamo allo sprint finale, con sole quattro gare alla fine. Torniamo a Faenza dall’Estremo Oriente, per poi riprendere il nostro viaggio verso Ovest che ci porterà ad affrontare tre gare nelle Americhe: si comincia tra due settimane, in Messico.