Tanto lavoro e un altro punto

Lavorare in Formula 1 è spesso considerato qualcosa di affascinante e, in effetti, viaggiare in giro per il mondo mentre si fa qualcosa che si ama ha i suoi lati positivi, ma questo fine settimana in Cina ha fatto emergere quanto può essere duro questo lavoro.

Recensione GP Cina 2019 della Scuderia Toro Rosso

I nostri meccanici hanno avuto il weekend più impegnativo di questa stagione: venerdì hanno sostituito il motore della vettura di Daniil, mentre sabato hanno costruito un’intera vettura su una nuova monoscocca, dopo lo spaventoso incidente di sabato mattina occorso ad Alex. Sono stati quattro giorni e quattro notti molto lunghi quelli vissuti in garage! Già portare le due STR14 in pista domenica, per la millesima gara della storia della Formula 1, è stato un risultato importante di cui i nostri ragazzi possono essere orgogliosi. Nell’enorme paddock di Shanghai campeggiava un enorme numero 1.000 stampato a terra, oltre che diverse esposizioni di vecchie glorie di F1, tute e caschi dei piloti, splendidi dipinti e altri cimeli. Tra l’altro, questa è stata anche la gara numero 250 della Scuderia Toro Rosso e sulle nostre monoposto c’erano entrambi gli adesivi che celebravano il raggiungimento di queste due pietre miliari.

Recensione F1 Gran Premio 2019 della Scuderia Toro Rosso

In pista, la nostra STR14 si è dimostrata competitiva fin dall’inizio, molto forte contro i nostri consueti avversari a centro gruppo. Venerdì è arrivata una leggera battuta d’arresto: dopo che i tecnici della Honda hanno individuato un’anomalia nei dati, abbiamo scelto di sostituire la PU di Daniil tra la prima e la seconda sessione. Ovviamente, è un cambio senza penalità in questa fase dall’anno. I meccanici hanno lavorato davvero velocemente per fare in modo che la sostituzione della power unit avvenisse in tempo per rimandare il russo in pista a metà della sessione pomeridiana.

Franz Tost ha spesso affermato che i piloti debuttanti solitamente affrontano un “an accident time” – come lo chiama lui – nelle prime fasi della loro carriera in F1 e che fa parte del loro processo di apprendimento. Ma l’incidente di Alex nelle Libere 3 di sabato mattina è stato sicuramente molto forte! I sensori hanno rilevato un impatto di 26 G. Alex non ha potuto prendere parte alle qualifiche, quindi Daniil è stato il nostro unico pilota a qualificarsi sabato pomeriggio. Il nostro pilota russo ha descritto la sua sessione come la migliore dell’anno e si è avvicinato molto ai primi dieci, mancando l’ingresso in Q3 per soli 2 centesimi di secondo.

Domenica pomeriggio, la crew di Kvyat si è schierata regolarmente sulla griglia di partenza, mentre quella di Albon era ferma al semaforo nella corsia box. La corsa di Daniil è stata compromessa quasi subito, perché coinvolto in un incidente con le due McLaren alla curva 6. La politica del nostro team è quella di seguire e rispettare sempre le decisioni dei commissari durante una gara, ma non eravamo i soli a pensare che il drive through penalty è stato troppo duro in questa situazione, poiché Daniil non aveva possibilità di scelta in quell’episodio. Nonostante la penalità e la vettura danneggiata, il russo ha continuato a spingere forte, segnando dei buoni tempi sul giro. Alla fine, però, non aveva più senso tenerlo in pista in quelle condizioni, poiché non aveva più possibilità di andare a punti e, tenendo conto dei regolamenti, era più importante risparmiare il chilometraggio del motore: così, lo abbiamo richiamato ai box per il ritiro.

Nel frattempo, Alex ha impiegato solo cinque giri per recuperare fino alla 15° posizione e poi risalire gradualmente la classifica, grazie a dei bei sorpassi su Giovinazzi, Magnussen e altri. È vero, è un esordiente, ma grazie alla sua guida matura era in decima posizione nelle fasi finali – senza approfittare di nessun ritiro – lanciato alla conquista di un altro punto. Alle fine, dopo essersi difeso con forza da un arrembante Grosjean che aveva gomme più fresche, il nostro pilota thailandese è riuscito a tagliare il traguardo in decima posizione. Chissà, forse gli ha portato fortuna il suo casco celebrativo, con un tributo al principe Bira, l’ultimo thailandese a correre in F1 e che ha preso parte al primissimo dei mille GP celebrati domenica. “Sono felice di essere il pilota di giornata”, ha detto Alex. “Sabato ero forse stato il peggiore, quindi è stato bello ribaltare le cose questa Domenica”.

Recensione F1 Cina 2019 della Scuderia Toro Rosso