Canada Grand Prixview

Cosa pensano i nostri piloti del Canada? Scopriamolo insieme!

Presentazione F1 del Canada della Scuderia Toro Rosso

Daniil Kvyat (Car #26):

Presentazione F1 del Canada con Daniil Kvyat Scuderia Toro Rosso

“Affronteremo il weekend del GP del Canada con ottimismo, visto come sono andate le cose nelle ultime settimane. Qualifiche e gara a Monaco sono andate bene e abbiamo ottenuto un buon numero di punti. Tutto sommato, sono emersi degli aspetti positivi dall’ultima gara. Oltre che a Monaco, la macchina era abbastanza competitiva anche a Barcellona: questo ci incoraggia per il futuro, sapendo che possiamo ottenere buone performance su circuiti dalle caratteristiche differenti.

Penso che la squadra abbia svolto un eccellente lavoro nello sviluppo della vettura, in termini di comprensione di ciò che l’auto ha bisogno per essere più veloce e di approccio nell’assetto. Dal mio punto di vista, ho imparato a massimizzare le performance del pacchetto. Tutti questi elementi, combinati tra loro, si traducono in un miglioramento per la monoposto.

Quanto a Montreal, è una pista molto veloce sulla quale contano molto le prestazioni sul dritto, ma ci sono alcune chicane con importanti cambi di direzione. Venerdì l’asfalto è piuttosto sporco, perché la pista non viene utilizzata durante l’anno, quindi è necessario capire come si evolverà. È una delle gare classiche in calendario, una pista divertente su cui correre. I lunghi rettilinei e le grandi staccate rendono le gare sempre piuttosto emozionanti, in quanto si può lottare con le altre vetture e le zone DRS aumentano le possibilità di sorpasso, rendendo tutto più interessante per gli spettatori.

Con lunghi rettilinei e curve lente, si ha sempre bisogno di trovare una sorta di compromesso tra la configurazione aerodinamica e meccanica della monoposto, quindi il venerdì cerchiamo di capire in quali condizioni si comporta meglio la vettura e quali sono i limiti su cui lavorare. Ovviamente, proveremo il nostro assetto di base e poi decideremo se mantenerlo o sistemarlo per il sabato.

L’atmosfera di questa pista mi piace e pare che abbiano apportato anche delle modifiche alle strutture, quindi sarà interessante scoprire cosa hanno realizzato. Un cambiamento è sempre il benvenuto, ma in un weekend così impegnativo, per me l’unica cosa che conta è avere la mia stanza, uno spazio dove rilassarmi quando ne ho bisogno… con un bagno da qualche parte, magari non troppo lontano!

Ad essere onesti, di Montreal mi piace tutto: la città, la location del circuito e il tracciato. È una delle mie gare preferite. È una città fantastica in cui vivere: vivace, con ottimo cibo e una grande atmosfera”.

 

Alex Albon (Car #23):

Presentazione F1 del Canada con Alex Albon Scuderia Toro Rosso

“Questa sarà la mia prima volta sul Circuit Gilles Villeneuve. Tenendo conto delle ultime gare, spero in una buona prestazione e altri punti. Il weekend di Monaco ha finalmente portato i risultati che cercavamo, contrariamente alla maggior parte delle altre gare in cui c’era sempre stato qualche piccolo imprevisto lungo la strada. Nell’ultima gara siamo riusciti a centrare l’obiettivo, il team ha lavorato molto bene. Sebbene avessi già corso a Monaco, farlo in F1 è tutt’altra cosa: ci sono molte attività ad attenderti fuori dall’abitacolo, tante persone da incontrare e molte celebrità alla Energy Station. È stato un bell’evento e posso capire perché la gente ci tiene ad esserci. Entrare in Q3 per la prima volta è stato soddisfacente. Per tutto il weekend abbiamo avuto un buon ritmo: chiudere in P7 e P8 è stato incoraggiante e ci fa ben sperare per Montreal.

Non sono mai stato a Montreal prima d’ora, ma ne ho sentito parlare molto bene. In un certo senso, le ultime gare mi hanno un po’ preparato, visto che il circuito sembra avere delle caratteristiche in comune con Monaco e con Barcellona. Sono felice di correre su una nuova pista, sembra una di quelle in cui si “gioca” con i muretti e tutti i piloti amano farlo. Mi è piaciuto imparare il tracciato al simulatore, è molto tecnico. C’è da trovare un compromesso d’assetto come a Baku, in quanto serve velocità sui lunghi rettilinei, ma le curve lente richiedono tanto carico aerodinamico. È un tracciato molto sconnesso e ci sono tanti piccoli segreti che si devono conoscere per fare un giro veloce, sfruttando bene i cordoli.

Mi hanno detto che anche la città è fantastica, non vedo l’ora di visitarla. Credo che potremo puntare a un altro buon risultato qui. In 5 delle 6 gare disputate quest’anno ho sempre chiuso tra l’ottava e l’undicesima posizione: ciò significa che la nostra vettura è costante e si comporta bene su piste diverse, su tutti i tipi di curve e persino su asfalti diversi. Abbiamo una buona base per sviluppare questa vettura e ora che stiamo sbloccando il suo potenziale, il nostro passo gara sembra particolarmente buono. Da parte mia, ho una migliore comprensione di come indirizzare l’assetto per adattarla al mio stile di guida, quindi tutto si muove nella giusta direzione”.