Le migliori 24 ore di Pierre

Pierre ci racconta la sua intensa domenica a Interlagos. Quasi come la sceneggiatura di un film, ripercorre una delle sue più belle gare e gli emozionanti festeggiamenti dopo aver tagliato il traguardo in seconda posizione al Gran Premio del Brasile. Ecco cosa è successo in quello che lui stesso ha definito “il giorno più bello della mia vita”.

Intervista a Pierre Gasly al GP del Brasile 2019 della Scuderia Toro Rosso

I nostri amici di RedBull.com lo hanno incontrato per farsi raccontare la sua pazza giornata.

9:15 – Sveglia: si comincia!
Mi sono svegliato dopo aver dormito per circa nove ore, che è proprio quello di cui ho bisogno per sentirmi pieno d’energia il giorno della gara. Mi sono svegliato carico e in forma. Di solito salto fuori dal letto senza problemi, non sono il tipo che fatica ad alzarsi. Una volta sveglio, la gara non è stata il mio primo pensiero, ma la mia mente ha lentamente iniziato a immaginare possibili scenari. Ma non volevo pensarci troppo, visto che mancavano ancora cinque ore alla corsa. Non avevo voglia di scendere giù a fare colazione, così ho mangiato una barretta energetica nella stanza del mio hotel, mentre mi preparavo per partire, e ho messo un po’ di musica di sottofondo. Generalmente ho la mia playlist con un sacco di rap americano. Ma non so perché, questo weekend ho ascoltato le top 50 pop su Spotify.

 

10.10 – Già in macchina
Nei posti più affollati, il giorno della gara, ci vuole sempre un po’ più di tempo per arrivare in pista. Viaggio con il mio allenatore, perché il resto della squadra parte molto prima. Siamo arrivati in pista attorno alle 10:45. Non ero nervoso, ero entusiasta per quello che stava per accadere. Ho cercato di rimanere concentrato e risparmiare le energie, visto che avevo davanti una mattinata davvero impegnativa.

 

11:00 – Tante informazioni per pranzo
Di solito, cerco di consumare il mio pasto principale durante il meeting in pista, circa due ore e mezza prima dell’inizio della gara. Ho mangiato quinoa, pollo, verdure e poi alcuni frutti rossi come bacche e fragole. Durante il meeting ho affrontato con gli ingegneri argomenti come strategie, partenza, condizioni della pista, messa a punto della vettura, gomme e bilanciamento. Tutto in un solo incontro, nel quale abbiamo anche visto i dati dell’anno precedente e quelli della settimana prima.

 

 

12:50 – Pisolino
Il giorno della gara non c’è molto tempo per rilassarci, ma dopo la driver’s parade delle 12.30, è arrivato il momento di recuperare l’energia spesa in mattinata. Sono andato nella mia stanza – dove nessuno viene a disturbarmi – e ho fatto un riposino di circa un quarto d’ora sul lettino da massaggi.

 

13:15 – Tuta e riscaldamento
Questo è il momento in cui le cose iniziano a prendere forma. Mi sono svegliato, ho indossato la tuta da gara e ho iniziato il riscaldamento. Cerco di scaldare delicatamente tutti i muscoli che userò in macchina. Ho una routine di esercizi non troppo intensi che mi fanno sentire pronto per la gara.

 

1:55 – Si salta in macchina
Dall’esterno, la griglia di partenza può sembrare caotica, ma io non vedo nessuno. Sono talmente concentrato su ciò che dovrò fare che lascio tutto il resto fuori dalla mia testa. Mi hanno allacciato le cinture e ho parlato con il mio ingegnere: gli ho detto che tutto andava molto bene e che non volevo si cambiasse nulla sulla vettura. La sentivo competitiva.

 

Intervista a Pierre Gasly F1 del Brasile 2019 della Scuderia Toro Rosso

 

2:10 – L’inizio di una classica gara
L’adrenalina in questi momenti pompa alla grande. La sesta posizione era ottima e sapevo di poter ottenere un buon risultato, sarebbe stato importante per la squadra. Non mi aspettavo di lottare per il podio, ma sapevo che se alla fine fosse successo qualcosa, io avrei potuto trarne beneficio. E infatti è quello che poi è successo. L’ultimo giro è stato davvero intenso. Avevo Lewis alle mie spalle e all’ultima curva lui è andato verso l’interno. Vedevo la sua ala anteriore accanto a me. Ho tenuto premuto il pulsante di sorpasso per avere la massima potenza dalla vettura e cercavo di abbassarmi quanto più possibile nell’abitacolo nel tentativo di avere qualsiasi minimo vantaggio in termini di aerodinamica.

 

15:48 – Il sogno diventa realtà
Ho iniziato a urlare di gioia fino a perdere la voce. Sono stato travolto dalle emozioni, è stata una sensazione incredibile. Ho reagito in un modo che non mi sarei aspettato. Una volta tagliato il traguardo ero come catapultato in un altro mondo. Le emozioni erano molto forti. Il mio 2019 sembra perfetto per la sceneggiatura di un film: all’inizio le cose non sono andate come volevo, ma ho lavorato sodo per riprendermi, mostrare la mia velocità e il mio talento.

 

16:00 – “Gasly, Gasly, Gasly”
C’era un rumore pazzesco e mi sembrava di sentire urlare il mio nome. Solo dopo ho scoperto che erano i fan che effettivamente cantavano “Gasly, Gasly”: è stato un momento incredibile. Qualcosa che non dimenticherò mai per il resto della mia vita.  Nelle categorie junior ti abitui a lottare per i podi o le vittorie, collezionando trofei e festeggiamenti. In Formula 1 non è affatto facile. Mi mancava davvero festeggiare sul podio: l’ultima volta che l’ho fatto è stato in Super Formula, nel 2017. Tornare lì sopra era qualcosa che mi mancava e per questo mi è piaciuto ancora di più.

 

Intervista a Pierre Gasly Formula 1 del Brasile 2019 della Scuderia Toro Rosso

 

17:30 – Primo sguardo al mio smartphone
Dopo il podio sono stato davvero molto impegnato con i media e gli sponsor. Sono tornato in garage dopo circa 90 minuti dalla fine della gara, dove tutti mi aspettavano urlando festosi. Ed è stato solo in quel momento che ho potuto controllare il mio telefono. Non sapevo da dove iniziare, perché c’erano tanti di quei messaggi da parte di familiari, amici e persone che mi hanno supportato. Ho chiamato la mia famiglia e la mia ragazza, poiché non erano in Brasile e ho voluto condividere quel momento con loro.

 

20:00 – Festeggiamenti selvaggi?
Sfortunatamente no! Sono rimasto in pista fino alle 20 con gli ingegneri e i meccanici, è stato molto bello. Però avevo un volo di ritorno per la Francia, quindi dalla pista mi sono spostato direttamente verso l’aeroporto: sono arrivato alle 21 e 30 e ho trascorso lì la mia serata! Avevo con me il trofeo, perché sapevo che – una volta arrivato a Parigi – avrei incontrato i miei genitori e due dei miei fratelli e avrebbero voluto vederlo.

 

23:30 – Decollo
Una volta in volo ho cominciato a pensare a quello che avevo appena vissuto, il giorno più bello della mia vita. Non sono riuscito a dormire molto, perché ero ancora eccitato e con tanta adrenalina in circolo. Volevo che quel momento durasse per sempre. Spesso non si hanno molte opportunità per ringraziare quelle persone che ti hanno aiutato durante la carriera: questo è il momento giusto per farlo. Grazie a tutti quelli che mi hanno dato una mano per arrivare dove sono oggi e mi hanno dato l’opportunità di vivere tutto questo.