La storia di Honda in F1

Fornitore di power unit per la Scuderia Toro Rosso

Honda F1 della Scuderia Toro Rosso

La Honda vanta una lunga e gloriosa storia in Formula 1, cominciata a metà degli anni ’60. Il produttore nipponico ha preso parte a tre round della stagione 1964 con la sua RA271, suscitando stupore in tutto il paddock, poiché cominciò quest’avventura con un gruppo di lavoro totalmente giapponese, eccezion fatta per il pilota americano: Ronnie Bucknum.

La RA271, spinta dal V12 Honda da 1,5 litri, ha posto le basi per una prima fase di grandi successi all’apice del motorsport.

 

 

Con la nuova RA272, Honda non c’ha impiegato molto a raggiungere il gradino più alto del podio, traguardo ottenuto con Ritchie Ginther che vinse il Gran Premio del Messico nel 1965, dopo appena due anni dal debutto nella categoria.

In virtù delle nuove norme sui propulsori del 1966, con le cilindrate aumentate a 3 litri, le squadre restarono indietro con la progettazione dei loro motori – compresa Honda – il che significò che la nuova RA273 fece il suo debutto solamente nel Gran Premio d’Italia, a tre gare dalla fine della stagione.

Nel 1967 il campione del mondo John Surtees passò alla Honda per diventarne il suo unico pilota e il team tornò nuovamente al successo quando lo stesso Surtees sconfisse Jack Brabham e Jim Clark al debutto, con la vittoria a bordo della RA300 al Gran Premio d’Italia di quell’anno.

L’Honda si ritirò dalla Formula 1 dopo la stagione 1968, per concentrare le proprie energie nel settore automotive negli Stati Uniti, dove il superamento delle restrizioni normative sulle emissioni costituiva un aspetto fondamentale per i propri piani di sviluppo aziendale. Tuttavia, il produttore giapponese non sarebbe rimasto lontano dalla Formula 1 per molto.

Honda e Formula 1: ritorno alla tradizione

Il 1983 ha visto il ritorno dei motori Honda in Formula 1, anche se stavolta in qualità di fornitore. I motori Honda hanno equipaggiato le monoposto della Spirit Racing per tutta la stagione e hanno spinto la Williams nell’ultima gara, in Sud Africa, quando Keke Rosberg terminò in quinta posizione.

L’anno successivo la partnership con la Williams iniziò bene. Tuttavia, nonostante la vittoria nel Gran Premio di Dallas al Fair Park, la stagione fu costellata da una serie di ritiri che costrinsero il motorista giapponese a riprogettare completamente il motore per l’anno successivo.

La RA165E debuttò nella stagione 1985 e consentì a Rosberg di conquistare la vittoria al Gran Premio di Detroit. Il binomio Williams-Honda ottenne delle prestazioni ottime, conquistando tre vittorie nelle ultime tre gare, con Nigel Mansell che vinse a Brands Hatch e Kyalami, mentre Rosberg si portò a casa la gara di chiusura, ad Adelaide.

A questo punto era diventato abbastanza chiaro che quello Honda fosse il motore da battere in F1 e, nel 1986, quel motore portò la Williams a trionfare nel Campionato Costruttori, con Mansell che si piazzò alle spalle di Alain Prost, trionfatore nel Campionato Piloti.

Nel 1987 la Williams-Honda mise le mani sul suo primo doppio titolo conquistando con Nelson Piquet il Campionato Piloti e celebrando il Titolo Costruttori grazie alle 9 vittorie stagionali. Un successo impreziosito da altre due vittorie nel 1987, conquistate dal motore Honda insieme al team Lotus F1.

 

L’Età d’Oro dei motori Honda

L’Honda iniziò poi la sua “età d’oronel 1988, con la McLaren. Quell’anno, conquistò 15 delle 16 gare stagionali, dando vita ad una partnership vincente durata quattro anni. L’Honda vinse quattro Campionati Costruttori e quattro titoli piloti, prima di ritirarsi dalla Formula 1, alla fine del 1992.

Raggiunti gli obiettivi che si era prefissi, l’azienda giapponese scelse di tornare a concentrarsi sullo sviluppo delle auto stradali.

Tuttavia, il periodo lontano dalla Formula 1 non è durato a lungo: l’Honda è tornata nel 2000 – di nuovo in qualità di fornitore – questa volta per la BAR. Fornendo inoltre i motori anche alla Jordan Grand Prix nel 2001 e nel 2002.

La partnership con la BAR ha regalato 15 podi nel periodo 2000-2005. Il miglior risultato è stato il secondo posto nel Campionato Costruttori, ottenuto nel 2004.

Dal 2006 al 2008, la casa nipponica è tornata a gareggiare in F1 come costruttore, ottenendo il quarto posto nella classifica a squadre nel 2006 e la vittoria nel Gran Premio d’Ungheria, con Jenson Button.

Dopodiché i motori Honda hanno lasciato nuovamente la Formula 1 alla fine della stagione 2008, per effetto della crisi finanziaria globale, promettendo di rientrare nella categoria quando il momento fosse stato quello giusto. Nel 2015 è tornata di nuovo a fianco della McLaren. Tuttavia, i loro risultati nei tre anni trascorsi insieme sono stati causa di una consensuale e anticipata separazione.

 

La partnership tra Honda e Scuderia Toro Rosso

A partire dal 2018, la Honda spinge le monoposto della Toro Rosso, che in passato hanno corso utilizzando i motori Renault, Ferrari e Cosworth.

Questa è la prima volta nella storia del team che la Toro Rosso è sostenuta da un fornitore di motori indipendente.

La collaborazione tra le due parti è iniziata bene, con Toro Rosso e Honda che hanno segnato il maggior numero di chilometri percorsi durante il primo test pre-campionato e il terzo posto per chilometri percorsi nel computo complessivo tra i due test.

Al Gran Premio del Bahrain 2018, la Toro Rosso ha festeggiato quello che sarebbe stato il suo miglior risultato stagionale, con Pierre Gasly quarto al traguardo. Altri punti sono arrivati in Azerbaijan, Monaco, Germania, Ungheria, Belgio e Stati Uniti.

Il team di Faenza ha chiuso in nona posizione il Campionato Costruttori, poiché una volta annunciato che la Honda avrebbe fornito la Red Bull Racing nel 2019, gli aggiornamenti al motore erano sempre più frequenti e questi hanno portato a delle penalità da scontare in griglia.

Con la Toro Rosso che rafforza il suo rapporto con Red Bull Racing e ne condivide la partnership con la Honda, anche il 2019 si presente come una stagione affascinante anche dal punto di vista tecnico!