Kvyat torna a punti

Un fine settimana piuttosto complesso, che però si è chiuso con una nota positiva, in quanto Daniil Kvyat ha tagliato il traguardo del GP degli Stati Uniti in decima posizione, portando a casa un altro punto prezioso, in un evento in cui abbiamo avuto tre piloti: un debuttante, un rientrante dopo due gare di pausa e il consueto “terzo pilota del venerdì”.

Kvyat torna a punti

 

Dopo aver valutato Pierre Gasly nel Gran Premi di Malesia e Giappone, abbiamo guardato con interesse all’ultima tappa della Super Formula giapponese – l’equivalente nipponico della GP2, dove Pierre aveva vinto nel 2016 – a Suzuka. Il francese aveva la possibilità di conquistare il titolo della categoria. La gara però è stata annullata a causa delle pessime condizioni meteo.

 

 

Nel frattempo, dall’altra parte del mondo, Austin dava alla Formula 1 il suo caloroso benvenuto. In realtà, è stato uno spettacolo ancor più intenso del solito, perché la nuova proprietà del Circus ha voluto aggiungere un po’ più di teatralità tipicamente americana a questo weekend. La presentazione pre-gara, per esempio, non si era mai vista fino a ora, così come è certamente cosa rara avere sul podio un ex presidente degli Stati Uniti (Bill Clinton) insieme all’uomo più veloce del mondo (Usain Bolt).

In questo fine settimana, la Scuderia Toro Rosso ha conquistato il podio in un’insolita competizione tenutasi nel paddock del Circuito delle Americhe. Gli organizzatori hanno installato un toro meccanico, sfidando i team a cavalcarlo più a lungo possibile. Abbiamo approcciato questa sfida in pieno stile F1, analizzando dei filmati in cui degli esperti montavano questi tori meccanici e dando ai membri del nostro team un guanto per rendere più confortevole la presa della corda. Alla fine, siamo arrivati secondi, proprio alle spalle del nostro fornitore di motori Renault.

Il rosa è stato il colore principale di questo fine settimana ad Austin e si è abbinato molto bene alla livrea della nostra STR12: sul musetto delle nostre vetture, infatti, abbiamo aggiunto il nastro rosa per supportare la causa di “Pink Austin”, un’iniziativa nata per sensibilizzare e raccogliere fondi a favore della ricerca contro il cancro al seno.

 

 

C’è stato grande interesse ad Austin per la nostra formazione di piloti, con il ritorno di Daniil Kvyat e il debutto di Brendon Hartley. Il neozelandese ha già fatto parte del Red Bull Young Driver Programme e puntava alla F1 qualche anno fa, ma il fato aveva deciso che il suo futuro nelle corse avrebbe preso un’altra direzione. Brendon si è così affermato nel FIA World Endurance Championship, conquistando un paio d’anni fa il titolo piloti e vincendo la celebre 24 Ore di Le Mans quest’anno. Inoltre, il neozelandese aveva già vinto al COTA e, prima di questa gara, era il pilota che aveva completato più giri del tracciato texano rispetto a qualsiasi altro pilota sulla griglia. Tenendo conto che non guidava una monoposto dal 2012, ha fatto tutto ciò che gli abbiamo chiesto, portando la vettura al traguardo domenica, in tredicesima posizione. Ma non dimentichiamo che è stato costretto a partire dal fondo, a causa della penalità inflittagli per la sostituzione della power unit.

Daniil ha guidato in maniera consistente, come se non si fosse mai fermato, e ha fatto una grande qualifica, assicurandosi un posto in sesta fila sulla griglia. Il pilota russo ha dovuto affrontare una corsa impegnativa, lottando con una Williams, una Renault e le due Force India. Sembrava che il nono posto fosse alla sua portata ma, sfortunatamente, Felipe Massa – su gomme più fresche – sul finale si è portato a meno di un secondo dalla STR12 e ha sfruttato il DRS per superare Daniil e relegarlo in decima posizione.

 

Poche ore dopo la gara, il paddock di Austin è stato circondato dai tipici ed enormi tir americani, con le squadre che si affrettavano a caricarli di vetture e attrezzature. Un faticoso compito che ha avuto però un grande accompagnamento: la musica di Stevie Wonder suonava infatti per i tifosi che sono rimasti in pista, un paio d’ore dopo la corsa. Dal circuito all’aeroporto di Austin il viaggio è breve: da qui, tutti si spostano verso città del Messico dove, venerdì, inizierà il diciottesimo round della stagione.